I natali della Psicologia Agapica
“E se tutte le cure germogliassero da un unico seme?”
Questa è la domanda che ha dato inizio alla ricerca che mi ha cambiato la vita…
Più sai, meno sai.
Anche io sono passato da dove passano quasi tutti gli accademici: scuole, orientamenti, modelli, supervisioni, protocolli. Da psicologo, psicoterapeuta, professore e formatore, ho studiato e applicato una miriade di approcci. Un arsenale di informazioni che mi ha permesso di sedermi davanti a migliaia di storie e aiutare migliaia di persone. Sulla carta mi sarei dovuto sentire “arrivato” ma non era affatto così. Più mi concentravo sul sapere nozionistico, più sentivo che qualcosa di grande, mi stava sfuggendo. A farmi riflettere fu l’osservazione di un fenomeno alquanto bizzarro: stessa diagnosi, stessa cornice teorica, stesso protocollo, ma, in alcuni casi funzionava in maniera quasi automatica, in altri era come annaffiare un bicchiere di sabbia. Perchè lo stesso strumento, applicato correttamente alla problematica per cui era stato costruito, in alcune persone dava i suoi frutti e in altre no? Ero drogato di nozioni e competenze, ma questo non bastava. Volevo svelare lo spartito segreto della melodia che fa guarire davvero. Nessuna di quelle specializzazioni conteneva la verità unificante che stavo cercando di enucleare.
Il viaggio
Con il presentimento che la psicologia fosse solo uno dei piani di un palazzo infinitamente più alto, ho respirato, ho alzato lo sguardo al cielo e l’ho riabbassato sui libri. Ho così iniziato a intraprendere l’esplorazione dei grandi sistemi di pensiero che l’umanità si è tramandata nel corso dei millenni: religioni, filosofie, tradizioni sapienziali, mistica, testi antichi, simboli e miti. Ero disposto a tutto pur di sostanziare quella suggestione così sfuggente, eppure, me lo sentivo, così importante. Sotto linguaggi e archetipi diversi, ho scorto un filo rosso che connetteva tutto e tutti in una singola e miracolosa missione. Veniva descritta ovunque la stessa, fondamentale tensione universale: da un lato una forza che crea, protegge, illumina, unisce e libera; dall’altro una forza che distrugge, consuma, inganna, divide e imprigiona.
Due forze che, dall’alba dei tempi, si contendono ciò che vive
INTUIZIONE
Il fine di ogni vera guarigione è riportare l’individuo alla prima forza: il bene che guarisce. Le crisi della mente e del corpo erano invece, il risultato dello sbilanciamento dell’individuo verso la seconda forza: il male che distrugge.
ΑΓΑΠΗ
Il nome più semplice, più puro e più universale che l’umanità abbia mai dato alla prima forza, il bene che guarisce, crea e protegge, è uno solo: Amore.
Oggi però questo concetto significa tutto e il contrario di tutto: dal vuoto “ti amo” del fan rivolto alla sua star preferita (che di tutta risposta lo fulmina con lo sguardo) al “ti amo” narcisista che ha come unico scopo il possedere, consumare e distruggere. Avevo bisogno di un termine che non fosse stato sequestrato e adulterato, che fosse più puro, preciso, sinottico. Rievocai alcune suggestioni della mia formazione classica, riportando alla mente alcune delle forme principali di amore per gli antichi greci:
…ma fu un altro tipo di Amore a colpirmi, ovvero l’ Agape (Αγάπη).
La risposta nella risposta
Mi imbattei in un’altra risposta. Una risposta che non sapevo di star cercando ma che mi si era presentata come riflessione molto tempo prima: “può una persona di scienza essere anche una persona di fede?”.
Su quel sentiero c’era spazio per entrambe le verità.
Tutte le religioni mai esistite tramandano lo stesso fondamento: esiste una forza creatrice e la vita che ci circonda ne è testimonianza.
La scienza non è in conflitto con questa conclusione: ne è piuttosto un’estensione. Progredire scientificamente significa comprendere i come di questa creazione, nella speranza di svelarne i perchè.
Perché, in un universo votato all’entropia, la vita insiste a nascere e rinascere?
Perché gli organismi si evolvono fino a sviluppare l’ autocoscienza?
Qual è il senso dell’energia insita in ogni essere vivente?
Ma proviamo per un secondo a cambiare prospettiva: e se tutti quei “perché” fossero lì come inviti di un creatore che ci esorta a scoprirlo?
E se la scienza fosse lo strumento perfetto per rendere comprensibile il linguaggio di un miracolo?
I NATALI DELLA PSICOLOGIA AGAPICA
Studi, meditazioni, introspezioni, illuminazioni. Così è nasce la Psicologia Agapica, un approccio non “sintomocentrico”, il cui obiettivo è risalire e sanare ciò che genera la psicopatologia in nuce: la disconnessione dell’essere umano dalla forza dell’Amore, e il suo scivolamento e permanenza nel survival mode, dominato dalle logiche di odio, controllo e paura. Capii finalmente che le terapie che funzionavano davvero, qualunque fosse il modello, avevano tutte lo stesso esito: riconnettevano la persona a quella forza che crea, protegge, illumina, unisce, libera.
Come detto, la Psicologia Agapica non è un approccio “sintomocentrico”. Non si limita a “spegnere” l’ansia o “diminuire” la depressione.
Si chiede, piuttosto: “Dov’è che si è interrotta la connessione con l’Amore? In che punto della tua storia hai smesso di meritarti di esistere in pienezza? Da quando sopravvivere è diventata la normalità? Cosa ha reciso lo xilema tra te e il tuo fabbisogno di linfa vitale? Curare significa accompagnare la persona a riallinearsi all’ Amore Agapico: tu vali perché esisti, e la tua esistenza ha senso se ti è permesso sbocciare e fiorire, non solo resistere.
Filosofia Agapica – una cornice concettuale più ampia e teorica
Psicologia Agapica – la sua applicazione psicoterapeutica
Funzione Agapica – lo strumento pratico per misurare la presenza o assenza di amore agapico all’interno di qualsivoglia sistema
Dall’individuo al mondo: nascita del Sistema Agapico
Se l’Amore Agapico è alla base della salute del singolo, cosa succede quando la applichiamo a sistemi più complessi? Presto compresi che ciò che vale per l’individuo vale anche per il collettivo. Politica, sanità, istruzione, lavoro…mi chiesi “questi sistemi sono al servizio della vita o del controllo? Della crescita o dello sfruttamento? Del bene comune o dell’avidità di pochi? Della forza che cura o della forza che distrugge?”.
Quando un sistema si basa sull’odio, sulla paura, sulla scarsità, sul dominio, non solo ammala le persone: è esso stesso malato.
Un sistema d’odio è destinato a estinguersi o a estinguerci.
Mi chiesi: “come si può star bene in un mondo che ammala?”
Pensai che avessimo bisogno di un’utopia realizzabile, un sogno pratico. Una visione da cui ricavare il modello pratico di un mondo in cui ognuno possa coltivare il proprio talento senza doverlo mutilare per adattarlo a logiche nevrasteniche. Un mondo in cui il male esista solo come monito della strada da non prendere, non come struttura portante della società.
un mondo in cui ogni essere umano possa reclamare il proprio diritto alla VITA PIENA, e non alla mera sopravvivenza.
Questa è la prospettiva da cui è possibile scorgere il sogno del Sistema Agapico, un modo di infondere l’Amore Agapico in tutte le sfere della società direttamente connesse alle nostre vite, come sanità, politica, istruzione… Questo è l’obiettivo che mi sono posto e che spero di riuscire anche solo ad avviare nel corso della mia singola, breve, vita.
Una terapia che non si esaurisca con il singolo ma il cui paziente sia l’umanità stessa.
La lentezza per conseguire un risultato simile lo fa sembrare irraggiungibile, ma non lo è: la Funzione Agapica lo rende faclilmente perseguibile.
Essa è infatti uno strumento estremamente pratico, creato per rivelare il coefficente di Amore Agapico all’interno di un sistema, così da effettuare le correzioni dovute quando necessario.
Grazie alla funzione agapica possiamo abitare la vita con maggiore consapevolezza, rendendoci naturalmente inclini a compiere scelte più giuste e sane, per noi e per gli altri.
Infine è giusto specificare che La Filosofia Agapica non è una fede, quanto più un contenitore di tutte le fedi e tutti principi votati al bene. Qualunque sia la corrente di pensiero, spirituale e non, che si ponga al servizio dell’Amore per la vita è contemporaneamente già al servizio dell’Amore Agapico nella sua missione pratica di rispetto e salvezza degli esseri viventi.
Praticare l’Amore Agapico significa connettere isole di sapere trasformandole in continenti di senso. Non abbiamo bisogno di nuove religioni, teorie o ideologie, ma di unificare quelle che già condividono, senza saperlo, i principi di protezione della vita attraverso valori alti come verità, uguaglianza, libertà e intelligenza.
Arrivati a questo punto ti chiedo:
- Anche tu riesci a vedere il lato oscuro in bella vista del sistema?
- Hai mai la sensazione di sopravvivere più che di vivere?
- Continui a gestire i sintomi ma questo non cambia le cose?
- Noti la sofferenza dilagante e non cerchi solo un sollievo personale, ma un modo per contribuire a un mondo più sano e significativo?
- Stai bene quando pratichi o assorbi il bene?
- Stai male quando pratichi o assorbi il male?